Nella provincia di Oristano, con 526 abitanti, Assolo si trova a 41 chilometri a ESE del capoluogo, a 255 metri sul livello del mare al margine settentrionale dell’altipiano della Giara di Gesturi. Il territorio comunale, che si estende per 16,32 chilometri quadrati, è caratterizzato da una fitta macchia mediterranea e da un altrettanto fitto bosco di lecci e piante di rovere secolari. Il bosco si estende lungo tutto il versante della Giara e vi si possono effettuare interessanti e piacevoli passeggiate ecologiche. Le località più frequentate sono quelle di Cabirada e Barraca ‘e Chiccu Soi, presso le quali ci sono diverse "scale" naturali da cui si può accedere all’altipiano della Giara.

Nel territorio del Comune di Assolo si contano numerose sorgenti. Quelle con portata maggiore si trovano sotto il ciglio roccioso della Giara. Fra queste sorgenti spicano Funtana Carusa, Mitza Cabirada, Mitza Masoni, Sinnigas, Mitza su Truncu, Mitza Masoni Crabaxius e, la migliore per la bontà della sua acqua, Sa Stiddiosa.

La fauna autoctona di Assolo annovera oggi fra i mammiferi il cinghiale, la volpe, la martora, il coniglio, la lepre, la donnola, il riccio ed il gatto selvatico. Tra il vasto campionario degli uccelli: gheppio, poiana, picchio rosso, ghiandaia, gruccione, corvo imperiale, pernice, cornacchia grigia, storno nero, merlo... Un cenno a parte meritano i mondialmente conosciuti cavallini della Giara.

Interessantissimo il centro storico di Assolo con le tipiche case campidanesi dalla tipologia a corte, gli originali portali, i cortili e lollas, esempi di un’architettura rurale tutta da valorizzare. L’abitato, centro dell’antica Curatoria "Parte Valenza", non ha certamente perduto il patrimonio culturale e storico del passato; antichi portali, sormontati da archi con chiave e sostenuti da monoliti che il corso degli anni ha eroso, pur senza scalfire il fascino dell’architettura contadina, rendono particolarmente suggestive le strette vie del paese. Dietro gli imponenti portali, spesso decorati da ornamenti lignei peculiari, si aprono cortili in acciottolato (impedrau) con verande all’aperto sostenute da archi e colonne (lolle). Nel centro storico di Assolo, l’occhio di un attento osservatore riesce a percepire un mondo antico avvolto in un velo di magia.

Di particolare importanza in Assolo sono gli edifici di culto. La Chiesa di San Sebastiano è la chiesa parrocchiale che risale al 1633. All’interno della chiesa, di particolare interesse è la fonte battesimale raffigurante l’incoronazione della Vergine che tiene in braccio il bambino Gesù; risale al 1589 e proviene dalle rovine della ormai distrutta chiesa di Santa Maria de Monti Serrau, di cui sono oggi scarse le tracce (in passato era la chiesa parrocchiale). La Chiesa campestre di Santa Lucia, datata tra il XIV e il XVI secolo dopo Cristo, situata fuori dall’abitato nella strada che conduce a Villa Sant’Antonio nei pressi di un preesistente insediamento nuragico, e che ospitò per lungo tempo un convento di monache. Ristrutturata nel 1929 custodisce un pozzo e lapidi funerarie. Della Chiesa di San Pietro rimane poco o niente; era situata presso la sorgente omonima, tappa fondamentale per i contadini che cercavano ristoro dopo le fatiche di una dura giornata di lavoro.

Assumono forte rilievo nella cultura locale numerose feste. La più importante è quella di Santa Lucia che si festeggia, per tre giorni, la terza domenica di settembre; i festeggiamenti includono festa campestre, processione religiosa, traccas-carri a buoi, ballo pubblico in piazza, gosos e altri canti sacri in sardo, gara poetica, musica ed ardia (prove di abilità equestre). La festa di San Sebastiano, Patrono della comunità (20 gennaio) e la festa di Sant’Isidoro, i giorni 15 e 16 di maggio, che includono processione religiosa, sfilata di costumi e/o di cavalieri, traccas-carri a buoi.

(Fonti: Comune di Assolo, Comunità Montana "Due Giare", Piano di crescita imprenditoriale nel turismo ecocompatible, elaborato per il Comune di Assolo da STUDIO E PROGETTO s.a.s.)