La presenza di nuraghi è la testimonianza delle prime tracce della presenza umana nel territorio di Assolo, che si possono forse ricondurre a circa ottomila anni fa. Tutto il territorio di Assolo è costellato da torri nuragiche, fino a 28. Seguendo un gradiente altimetrico troviamo, fra gli altri, nella zona pianeggiante i nuraghi di Anadi, Pedra cungiau, San Pietro e Santa Lucia; nelle zone collinare i nuraghi di Pranu Serra, Monti figu, Palanuedda, Porcilis, Orasasa, Pranu Narbonis, Fruscu, Moro, Sa Cirra, Sassaioni (detto Sannora Peppa); la parte sommitale è invece interessata dai nuraghi di Giuerreddu e Giuerri Mannu e dal nuraghe Mummuzzola, l’unico sul ciglio della Giara. Tra i nuraghi di Assolo è particolarmente degno di menzione, sia per posizione geografica che per estensione, il nuraghe sito in località Santa Lucia, nei pressi dell’omonima chiesa campestre.

Nell’epoca dei Giudicati, Assolo apparteneva al Giudicato di Arborea e faceva parte della Curatoria di "Parte Valenza".

Sono numerosi i reperti di epoca romana, che testimoniano non soltanto una forte presenza romana del territorio, ma anche una forte attività umana e produttiva.

Fin dai tempi remoti l’economia di Assolo era basata sull’agricoltura e sulla pastorizia. Si seminava grano, fave, orzo, abbondanti erano i vigneti da cui la produzione di vino bianco e nero; scarsa invece la coltivazione degli orti così come quella degli alberi da frutto, limitata ai prugni, fichi, sorbi, melograni e ciliegi, con rari esemplari di gelso nero e carrubo. La parte boschiva, sotto il costone roccioso della Giara, era destinata in parte al pascolo di vacche e capre, dalle cui pelli si confezionavano lunghe vestiti dette mastrucche.

Nella cultura storica di Assolo sono importanti le leggende e storie legate al passato e riferite a particolari località del territorio e a vicende umane, che la tradizione orale ha tramandato da una generazione all’altra. Fra queste leggende spiccano la di Mesaxria e quella del bandito Gruppìu.

La leggenda di Mesaxria narra della punizione che Gesù inflisse ai commensali durante un banchetto nuziale. Infatti, essendosi trovato nel bel mezzo della festa, Gesù chiese del pane, ma ottenendo solo scherno e ironia trasformò il pane in sassi. Questa pietra raffigurante un tavolo con due pani si trova oggi in località Mesaxria. L’altra leggenda narra le vicende del bandito Gruppìu che trascorse un lungo periodo di latitanza in un anfratto di un nuraghe situato in cima a Giuerreddu. Nei pressi di tale "grotta", chiamata Sa Ruta ‘e Gruppìu, egli aveva deposto, nella cavità di un tronco di ulivo, un tesoro di monete d’oro e si diceva che per vederle bisognava aspettare il calare del sole il quale in un determinato momento le avrebbe fato brillare, ma il timore di essere scoperti dal terribile bandito fece desistere tutti dall’impresa ardita.

(Fonti: Comune di Assolo, Comunità Montana Due Giare, Piano di crescita imprenditoriale nel turismo ecocompatible, elaborato per il Comune di Assolo da STUDIO E PROGETTO s.a.s.)