DICHIARAZIONE DELL’UNESCO

 


L’Assemblea Generale dell’UNESCO, tenutasi a Parigi dal 24 ottobre al 12 Novembre 1997, ha accolto favorevolmente la proposta presentata dalla Regione Sarda per il riconoscimento del valore internazionale del Parco Geominerario della Sardegna.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), nel giudicare "eccellente" la proposta della Regione Sarda, ha deciso di considerare il Parco Geominerario della Sardegna primo esempio emblematico della nuova rete mondiale di Geositi / Geoparchi istituita nel corso della stessa Assemblea Generale.

Nel mese di aprile si è svolta la dichiarazione ufficiale di riconoscimento formalizzata in occasione di una apposita cerimonia svoltasi in Sardegna alla presenza delle massime autorità dell‘UNESCO.

Il Parco Geominerario della Sardegna proposto dalla Regione Sarda si appresta, dunque, ad essere dichiarato il primo Parco Geominerario del mondo.

Si tratta di un risultato di grande prestigio internazionale al quale la Regione Sarda attribuisce un valore strategico per la riconversione e lo sviluppo economico e sociale delle aree minerarie dismesse.

Per questa ragione è stato dato impulso con la massima celerità a tutte le procedure necessarie per la formale istituzione del Parco Geominerario della Sardegna che dovrà avvenire attraverso l’approvazione di una legge di livello nazionale.

Le aree inserite nel Parco, per le quali è stata effettuata una prima, provvisoria delimitazione, sono rappresentate da:

Area 1 - Monte Arci Area
Area 2-  Orani

Area 3- Funtana Raminosa
Area 4- Gallura

Area 5- Argentiera-Nurra

Area 6- Sos Enatos-Guzzura

Area 7- Sarrabus-Gerrei

Area 8- Sulcis-Iglesiente-Guspinese

La scelta delle aree e la loro numerazione progressiva si collocano in un percorso logico, che è minerario e storico allo stesso tempo. Si sviluppa dalle ossidiane del Monte Arci (area 1), attraverso la steatite delle popolazioni prenuragiche di Orani (area 2), fino alle miniere di rame di Funtana Ramimosa (area 3), fondamentali per lo sviluppo della metallurgia del bronzo nell’età nuragica; l’attività mineraria, proseguita in epoca punica e romana con svariate tipologie come quelle della Gallura, della Argentiera-Nurra e di Sos Enattos-Guzzurra (aree 4.5.6), trova infine la sua massima espressione nell‘area del Sarrabus (area 7) e del Sulcis-Iglesiente-Guspinese (area 8), che rappresenta certamente, quest’ultima, l’area più significativa dell’intero Parco per l’estensione areale che la caratterizza.

Il dossier per l’UNESCO, è stato predisposto dall‘EMSA - Ente Minerario sardo, che oltre ad aver impiegato le risorse umane (tecniche e professionali) ha potuto avvalersi della fattiva collaborazione della Associazione per il parco geomineraio storico ed ambientale dell'Iglesiente-Sulcis-Guspinese , di numerosi tecnici, docenti universitari ed esperti nelle varie discipline, che hanno fornito il loro volontario contributo attraverso note scientifiche, materiale fotografico e documentazione.

Bibliografia essenziale:

F.Angelelli (1999)- Creazione e organizzazione di una struttura integrata di musei in "situ" per la valorizzazione, tutela e salvaguardia del paesaggio culturale. Atti convegno internazionale " Paesaggio minerario". Origini, significato, prospettive di recupero nella cornice dei paesaggi culturali, Cagliari, 7-8 ottobre 1999.

G.Boi, L.Alba, F. Angelelli; P. Castelli, G.L. del Bono, F. Di Gregorio, R. Melis, I. Napoleone, A. Naseddu, S. Pintus, C. Sanna, F. Todde ( 1995 ) - Il Parco geominerario, ambientale e storico dell'Iglesiente-Sulcis-Guspinese. 369-421. In: La Sardegna nel mondo mediterraneo. Quarto convegno internazionale di studi, pianificazione e ambiente, Sassari-Alghero, 15-17 Aprile 1993; a cura di P.Brandis e G. Scanu.


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