PER IL PARCO GEOMINERARIO MANCA SOLTANTO

20 ottobre ’01. Il ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, ha già emanato il decreto relativo alla costituzione del Parco Geominerario della Sardegna, ma i 486 lavoratori che dovevano essere occupati dovranno aspettare ancora; infatti manca la firma del presidente della regione. I sindacati non vogliono che a causa della crisi regionale (ormai risolta) questi lavoratori rimangano senza lavorare e promettono battaglia se non si provvederà subito a firmare la convenzione. Per la Barbagia sono previste 23 unità lavorative di cui 13 a Seulo, 6 a Gadoni, e 4 a Seui, che verranno impegnati per il recupero di antichi sentieri comunali, ripristino dei muri a secco, di rifugi e piazzole per angoli cottura all’aria aperta.

 

UNA CASERMA NUOVA PER I CARABINIERI

3 ottobre ’01. Per impedire che i carabinieri venissero trasferiti in un altro paese, perché sfrattati dalla vecchia caserma, l’Amministrazione comunale ha per il momento provveduto a sistemare, momentaneamente, l’arma dei carabinieri nei locali delle vecchie scuole medie appena ristrutturati, fino a quando non si concluderà la costruzione di una struttura più idonea ai militari. Tutto questo per evitare che il paese venisse privato dell’indispensabile apporto dei tutori dell’ordine che garantiscono la sicurezza ai cittadini.

STRADA PER SANTA SOFIA

28 settembre 01. L’Amministrazione comunale nei prossimi giorni manderà in appalto i lavori per il ripristino della strada che da Funtana Raminosa porta a Santa Sofia. L'attuale strada a fondo ghiaioso è stata utilizzata per tanti anni dagli automezzi carichi di materiale minerario che veniva trasportato ai pianali di smistamento situati nella radura di Santa Sofia. I lavori di ripristino si concentreranno sull’ampliamento e la depolverizzazione della stessa. Quando i lavori saranno terminati, l’opera viaria permetterà agli automobilisti di collegarsi con il Sarcidano,l’oristanese e il Mandrolisai, nel minor tempo possibile. L’amministrazione comunale vuol ridare funzionalità all’arteria viaria anche per giovarne il settore turistico, in quanto si stanno impegnando per recuperare gli alloggiamenti della vecchia miniera per trarre occasioni di sviluppo lavorativo per tanti che ancora si trovano senza un occupazione.

ARRIVO DI SANT’IGNAZIO DA LACONI

3 settembre ’01. Grande festa in paese per l’arrivo dell’urna di Sant’Ignazio. Erano tantissimi i gadonesi che si sono apprestati all’entrata del paese per accogliere il santo più venerato dell’isola. L’urna è arrivata accompagnata dai frati cappuccini e tanti compaesani del Santo, a cui si sono aggiunti molti abitanti della zona. Il Santo è stato accompagnato in chiesa in processione, dove è stata celebrata la Santa Messa. Al termine, nella piazza della chiesa è stata allestita una tavolata imbandita di dolci di ogni tipo, formaggio, salsiccia arrostita pane e bevande, grande dono di generosità e accoglienza per tutti i pellegrini. L’urna del Santo ripartirà oggi per il suo pellegrinaggio che lo porterà in tanti paesi e città della Sardegna.

 

I TURISTI SCOPRONO IL FLUMENDOSA

25 agosto ’01. Tanti anni fa il tratto tortuoso del fiume Flumendosa che stava tra la Barbagia di Belvì e la Barbagia di Seulo era una riserva d’acqua imponente, specie nei mesi invernali. Gli abitanti della zona vi pescavano le anguille e le trote che poi vendevano nei paesi del circondario. Ora tanta vitalità è scomparsa nel fiume. L’anguilla non c’è più, le ultime trote stanno scomparendo. La causa di questo è sicuramente la costruzione degli invasi che impediscono la risalita dei fiumi. In certi tratti, a causa della scarsa piovosità, il fiume è ridotto ad un semplice ruscello. Le associazioni di volontariato ed alcuni enti naturalistici si impegnano a promuovere delle giornate ecologiche, per dare un po' di dignità ad uno dei fiumi più importanti della nostra isola. In questi giorni a causa del caldo torrido le piscine del fiume sono prese d’assalto dai turisti, sono in tanti, infatti, turisti e cittadini che trovano nel corso fluviale un po’ di refrigerio.

 

FESTA DI SANTA MARTA

30 luglio ’01. Come ogni anno, a Gadoni si festeggia Santa Marta, la patrona del paese, una festa che ha profonde radici nella tradizione paesana. Il comitato di quest’anno si è impegnato tanto per il buon esito della sagra che conserva intatto tutto il suo fascino.La festa ha avuto inizio venerdì con un cantagiro per i bambini; il sabato, giorno principale della festa, si è svolta la suggestiva processione preceduta dal gruppo folcloristico di Gadoni e dai cavalieri a cavallo. La sera si è esibito il coro polifonico di Aritzo e la domenica si sono conclusi i festeggiamenti con l’attuazione di un complesso di musica leggera.

 

MOSTRA DI PIANTE ED ERBE

24 giugno ’01. Ha avuto grande successo l’iniziativa degli studenti delle scuole medie che, con la collaborazione del Comune, hanno organizzato una mostra di erbe, piante e fiori della Barbagia di Belvì e una mostra di fotografie del territorio di Gadoni, una manifestazione rivolta a far conoscere le essenze tipiche del posto ma anche per favorire il turismo ecologico ed ambientale molto importante per il paese. La mostra è stata allestita dal C.i.s.s.t. di Quartu Sant’Elena nei locali della scuola media. Nel pomeriggio si sono potuti degustare alcuni piatti tipici arricchiti da queste erbe che venivano usate in cucina già nell’antichità. L’amministrazione comunale guidata da Nicola Rocca riproporrà altre iniziative di questo genere durante quest’estate stagione propizia per il turismo.

FUNGHI PORCINI ANCHE IN ESTATE

23 giugno ’01. Le abbondanti piogge dell’inverno scorso e della primavera dovrebbe favorire una buona raccolta di funghi. Ci sono tanti appassionati che si dedicano alla raccolta. Nei boschi di questa zona si trovano i prelibati porcini e sa ferula, un fungo abbastanza diffuso in Sardegna. Nel fine settimana arrivano molti forestieri che sostano negli alberghi di Aritzo e Belvì e per due giorni si apprestano per i boschi a cercare funghi, contestati a torto o ragione dai residenti perché hanno poco rispetto per l’ambiente e fanno razzia di tutto ciò che è commestibile. In certe annate, quando la raccolta è abbondante non si esclude la commercializzazione, favorendo un incremento al reddito di intere famiglie del posto.

 

NICOLA MARIO ROCCA, NUOVO SINDACO DI GADONI

28 maggio ’01. Nicola Mario Rocca è il nuovo sindaco di Gadoni, eletto lo scorso 13 maggio. È nato 56 anni fa a Orani, ma risiede a Aritzo e da cinque anni presta la sua opera a Gadoni. Il sindaco Rocca vuole proporre interventi mirati a ricostituire un tessuto economico e sociale enormemente compromesso dalla chiusura della miniera di Funtana Raminosa. "Il nostro è un buon programma che è stato apprezzato dall’elettorato e al quale intendiamo dare concretezza piena", ha detto il sindaco Rocca. Tra gli obiettivi prefissati figurano interventi mirati alla difesa e al potenziamento dei servizi, alla valorizzazione del territorio nel pieno rispetto dell’equilibrio ambientale ed all’utilizzo delle risorse esistenti per creare nuove occupazioni di lavoro per i giovani. "Disoccupazione ed emigrazione sono le principali emergenze con le quali dobbiamo da oggi in poi confrontarci", ha aggiunto Rocca.

 

Edizione speciale dedicata al Parco Geominerario

IL VIA DEFINITIVO AL PARCO GEOMINERARIO

Ormai il Parco Geominerario è una cosa fatta. Dopo un travagliato "parto", il ministro dell’Ambiente, Willer Bordon, ha firmato a Villa Devoto il decreto che istituisce il Parco, un occasione solenne che Regione e Governo hanno voluto celebrare proprio nell’Isola.

Presenti all’atto della firma Mario Floris, presidente della Giunta Regionale, gli assessori Emilio Pani e Pasquale Onida, i presidenti delle province di Cagliari e Nuoro, i sindaci dei 125 comuni interessati, il prefetto e i rappresentanti dell’Università.

"È un fatto straordinario. Non dimentichiamo che è il primo parco geominerario al mondo", esulta il ministro Bordon. Meno trionfaliste le parole del presidente Floris: "Questa firma è solo l’inizio di un difficile percorso: la firma dell’atto costitutivo è un segno di attenzione per la autonomia sarda ma il parco è ancora tutto da costruire. Servono ingenti risorse per valorizzare e recuperare l’immenso patrimonio naturale, ritenuto dall’Unesco bene prezioso per l’umanità."

Infatti, il progetto del Parco prevede un’inversione totale di 1300 miliardi di lire per la bonifica ambientale. La legge "388" del dicembre 2000, che istituisce il Parco, mette a disposizione i primi sette miliardi circa per la costituzione dell’ente gestore. Altri 38 miliardi dovrebbero arrivare nei prossimi tre anni.

Gadoni e il Parco Geominerario

Gadoni è un comune particolarmente coinvolto nel grande progetto del Parco Geominerario che prevede la valorizzazione in chiave turistica dei siti minerari della Sardegna.

A Gadoni, l’area interessata dal progetto e quella delle vecchie miniere di Funtana Raminosa, a cinque chilometri dal paese. Nell’attualità gli stabilimenti sono in stato di abbandono, chiusi ormai da qualche anno. Le iniziative imprenditoriali che si sono susseguite in questi ultimi anni hanno avuto esiti fallimentari.

Gadoni ha avuto per secoli una vita in simbiosi con la miniera e dopo un periodo di abbandono, nella seconda metà dell’800, Funtana Raminosa viene riscoperta e riattivata. A partire dagli anni Venti del secolo scorso l’attività estrattiva diventa sempre più intensa. I gadonesi abbandonano le campagne e diventano minatori. In cinquant’anni la comunità si è scoperta dipendente della miniera. Poi la crisi, terribile perché inaspettata.

Oggi Gadoni riparte con nuove speranze, ancora legati a Funtana Raminosa e al Parco Geominerario. Nuove e interessanti occasioni di lavoro potrebbero venire in un prossimo futuro dalla creazione del primo Parco Geominerario mondiale. 23 dei 47 miliardi di lire destinati al recupero e valorizzazione a fini turistici delle aree minerarie dismesse serviranno per assicurare la copertura finanziaria di interventi già impostati, tra cui la creazione di un percorso turistico culturale nel bacino della vecchia miniera.

Senza dubbio, in questo momento gran parte della vita economica, sociale e politica di Gadoni gira attorno alla tanto attesa approvazione definitiva del Parco Geominerario. Per questa ragione abbiamo voluto fare questa edizione speciale di SARDIMONDO GADONI NOTIZIE, con l'intenzione di far conoscere a tutti i nostri visitatori che cos'è e che cosa rappresenterà per il futuro di Gadoni il decollo del Parco.

 

L'importanza del Parco Geominerario non deriva soltanto dall'archeologia mineraria. Ci sono anche aspetti ambientali e paesaggistici, oltre che riguardanti la flora e la fauna più in generale, di enorme interesse. Valori che fondendosi con quelli minerari formano dei luoghi unici fruibili, si spera, da flussi turistici alternativi alle spiagge.

Il progetto del Parco prevede la riconversione delle aree minerarie dismesse in un nuovo contesto produttivo e culturale. Questo progetto passerà attraverso la ristrutturazione dei caseggiati delle antiche miniere (oggi abbandonate) ma che in passato sono state il centro amministrativo e tecnico delle stesse aree industriali. Interi villaggi con decine di fabbricati molto spesso di pregevole valore architettonico saranno rimessi a nuovo e disponibili per un turismo alternativo alle spiagge. Sono da ristrutturare e rendere fruibili anche i grandi scavi a cielo aperto, bacini di decantazione, sistemi di gallerie, pozzi e fornelli, trincee di coltivazione ed infrastrutture varie.

Per capire in tutte le sue dimensioni e potenzialità la realtà del Parco Geominerario ci sono tre documenti molto importanti,i cui potete accedere cliccando sui seguenti links:

 

 

UN TESORO NON SFRUTTATO

12 ottobre ’00. Una risorsa ancora non sfruttata a Gadoni è l' esistenza di un vero fiume sotterraneo che sgorga a pochi metri dalla strada che dal paese conduce alle macerie della miniera di Funtana Raminosa e che alimenta un ruscello denominato S’erriu e su samucu. È una vera e propria risorsa d'acqua oligominerale ritenuta salutare. Già in passato si pensò di realizzare un moderno impianto di acqua minerale; progetti ambiziosi che però, al momento, non si sono ancora materializzati. Il sindaco di Gadoni, Michele Buonafede, spiega: "Proprio per rimuovere gli ostacoli abbiamo apportato una variante in modo da trasformare in edificabile l’area su cui un imprenditore iglesiente si è proposto di realizzare lo stabilimento. Aree che prima del nostro intervento ricadevano in zona agricola".

 

IL GRUPPO FOLK DI GADONI, AMBASCIATORI

DEL PRODOTTO SARDO

8 ottobre ’00. Il gruppo folk di Gadoni, insieme a quello di Buddusò, sono diventati "ambasciatori" dei prodotti sardi. Hanno accompagnato il tour di cinque giorni organizzato dalla catena Carrefour (la seconda più importante del mondo) in cinque città della Penisola: Roma, Pisa,. Bologna, Venezia e Milano. L’evento costituisce una vera e propria esposizione commerciale di una grande varietà di prodotti della Sardegna: dai formaggi ai vini, dal miele al pane carasau e ai dolci tipici, dalla salumeria all’olio d’oliva, ecc. Patrick Boyer, direttore della sede cagliaritana di Carrefour ha detto: "Non siamo noi ad aver scelto la Sardegna, è la Sardegna che si è scelta da sola attraverso l’alta qualità dei suoi prodotti alimentari". Per Franco Madau, direttore artistico della manifestazione: "La scelta di accompagnare il tour con la presentazione dei gruppi folk è un omaggio alla nostra cultura".

 

 








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