Gadoni si trova ad una altitudine di 696 metri sul livello del mare, a mezza costa di una catena di montagne, esposto frontalmente a ovest alla montagna Bruncu sa Scova, sul versante sud-occidentale del Gennargentu. Da queste montagne, il pendio del territorio digrada rapidamente sul fiume Flumendosa. Con 1.064 abitanti, il Comune di Gadoni occupa un'estensione complessiva di 4.350 ettari. Fa parte della provincia di Nuoro, dista da Cagliari 120 chilometri e da Nuoro 80 chilometri. 

Nel "Dizionario" compilato da Goffredo Casalis (Torino, 1841) si descrisse il territorio con le seguenti parole: " È tutto montuoso, essendo compreso nella massa dei più alti monti dell’isola. Fra le altre cose si nota una rupe enorme (il sasso Larentelu), che sorge come una torre, e dicesi a forse più di metri 35. Vi si può arrampicare da un fianco, e nella sommità trovasi tanto spazio da seminarvi tre imbuti di grano. Ivi fu trovata qualche moneta antica."

Il territorio di Gadoni si può dividere in tre zone ben distinte. La prima è il "bosco ceduo", ovvero che si taglia periodicamente per legna da ardere, e occupa 800 ettari circa. Questo tipo di bosco si trova sul costone che parte dalla vallata del Flumendosa fino a raggiungere quasi la cima di Santu Crabieli, di fronte al paese nella zona di Landuru, Barigau e Cuxinadorgiu. La seconda zona è quella del bosco di alto fusto; si trova nella foresta di Corongia, che si estende su un territorio di 450 ettari circa. In questo bosco la vegetazione si presenta folta e lussureggiante. È posta sull’altipiano del Sarcidano e si arrampica su costoni che scendono a strapiombo nella vallata dove scorre il Flumendosa. Ci sono alberi ad alto fusto come lecci, roverelle, querce, ginepri, tassi, agrifogli, ecc., e alcuni esemplari di acero trilobo. Gli alberi a basso fusto sono corbezzoli, eriche, lentischio, viburno, ecc. La terza zona è quella dedicata a prati permanenti e prati in generale, che occupa 2.250 ettari circa, rappresentando la zona più grande del territorio di Gadoni. Questi prati sono presenti sul monte Sa Scova, Istrizzu, Su Cuili ‘e Torracorti, Puliscerinas, Perdas Arrubias, e anche nelle località di Pule ‘e Pruna, Marrocu, Lazzucarei e Malacrei.

Sono numerose le bellezze naturali che offre il territorio di Gadoni. Basta ricordare le gole, le piscine naturali, i veri ricami di pietra che il corso del Flumendosa forma nel suo scorrere o quell' angolo particolarmente suggestivo che è la zona di Bau Lauddei, dove le acque del Riu Saraxinus confluiscono in quelle del Flumendosa. Ma nel territorio di Gadoni, la natura offre il suo volto più integro e affascinante anche in altre località: nei boschi di Biduladu e Sa Murta, e soprattutto nell’imponente Foresta Corongia, situata su un vasto altopiano calcareo nel quale si aprono suggestive grotte, come quelle di "Albas" e "Perdu", di particolare interesse per gli appassionati di speleologia. Il Flumendosa stesso offre un paesaggio bellissimo e interessante con le sue cascatelle, laghi e boschi, mostrandoci un interessante palcoscenico naturale. Nel territorio di Gadoni, il corso del Flumendosa viene utilizzato per la pratica del canottaggio.

La caratteristica che per secoli ha reso Gadoni unico rispetto agli altri paesi della zona è stato il suo carattere di comune minerario. La presenza di giacimenti minerari a Gadoni è conosciuta dalla più remota antichità. Fino a pochi anni fa l'economia di Gadoni era basata sulla miniera di rame di Funtana Raminosa, un tempo il più importante giacimento italiano, che è stata chiusa recentemente. La miniera ha raggiunto il maggiore sviluppo negli anni ’60 quando occupava circa 150 addetti, mentre alla fine degli anni ’80 è iniziato il suo declino e attualmente gli impianti sono stati smantellati e i locali utilizzati per ospitare altre attività industriali come la lavorazione delle fibre di carbonio. 

Dal punto di vista storico-architettonico a Gadoni spiccano le sue chiese. Fra di esse la cinquecentesca parrocchiale dell’Assunta che, sebbene varie volte manomessa, conserva ancora l’abside e il bel portale originari. La chiesa di Santa Marta è la più ampia: la sua consacrazione, fatta da Pietro Parente, primo vescovo di Alghero, risale al 26 luglio 1526. Inoltre, nei colli orientali del paese, si possono osservare i ruderi di altre due chiesette (forse del 1670) dette di S. Gabriele, situata nel colle omonimo, e di S. Nicolò.

La festa più importante del paese è quella dedicata a Santa Marta, che si svolge il 28, 29 e 30 di luglio. I festeggiamenti includono la processione religiosa, la sfilata di costumi tradizionali, il ballo pubblico in piazza, le gare poetiche in lingua sarda, la musica tradizionale sarda e moderna, nonché giochi, sfide tradizionali e competizioni sportive. Particolarmente viva e colorata è la sfilata a cavallo di uomini e donne in costume, che parte dalla chiesa dedicata a Santa Marta e a essa fa ritorno dopo essere passata per le vie del paese.

Di particolare interesse sono le escursioni che si possono fare nel territorio di Gadoni. Fra di esse, al nuraghe Arcu Nuraxi, nei pressi di vecchie miniere già sfruttate dai primi abitatori della Sardegna; alla foresta di Corongiu; alle suggestive gole scavate dal Flumendosa; alle grotte di Nurentulu, Su Disterru de Loria e Ortuabis. Il Casalis dice: "Tra le caverne dei monti calcarei sono considerevoli le seguenti, una presso alla rupe Larentelu, alcune nella selva ghiandifera, principalmente la detta Gruttas albas con altissima volta (di metri 70?), e molti seni al piano e nelle pareti, dalle quale viene il nome che ha; quindi la Grutta de Perdu sparsa e adorna di molte belle stelattiti e stelagmiti."

(Fonti: Testi e foto di Gadoni: Storia e Cultura, opera degli alunni della Scuola Media Statale di Gadoni; Guida dell’Entroterra Sardo, Istituto Geografico De Agostini; Comunità Montana Barbagia Mandrolisai, Guide Gallery; Dizionario Geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. Il Re di Sardegna, compilato per cura del professore Goffredo Casalis, pubblicato a Torino nel 1841.