Nella provincia di Nuoro, con 1.060 abitanti, Genoni si trova, nel Sarcidano, a 119 chilometri a SSW del capoluogo, a 488 metri sul livello del mare ai piedi della Giara di Gesturi. Nel territorio comunale, che si stende per 43,89 chilometri quadrati, ricade un terzo dell’estensione della Giara, il settore nord occidentale del famoso altipiano, dove vivono un gran numero dei celebri cavallini. Nel 1845, il Casalis descrisse cosí Genoni: "Siede nella falda siroccale d’un alto colle quindi coperta da esso al maestrale e quindi al libeccio e a collaterali dalla gran Giara. Questo territorio bagnasi ne’suoi limiti con Laconi e Nurallao dal fiume Imbessu, che nato nel Sarcidano procede al maestrale verso Fordongianus a trovare il Tirso e dargli il suo tributo, e in quelli in Nuragus dal ruscello Arni che scorre verso il sirocco per unirse al Caralita". Un lembo della Giara, staccatosi per erosione, ha formato il Monte Santu Antine (591 metri sul livello del mare) che sovrasta il paese.

Nel territorio del comune si trovano importanti resti preistorici e di età nuragica: le domus de janas di Is Piuncheddas, il pozzo sacro di Acala Pomposa, i nuraghi Santu Perdu e Birlu, gli insediamenti di Pran’e Omus e Bruncu Suergiu. Menzione a parte meritano i resti della conosciuta fortezza punica sul Monte Santu Antine, dotata di recinto megalitico e de sei torri, una delle quelle costruita sui resti di un nuraghe del V secolo avanti Cristo.

Nell’abitato, il cemento non ha ancora completamente soppiantato le tipiche architetture rurali, piccole case in pietra con lolle e soffitti di canna. Interessantissimo il centro storico, completamente realizzato in acciottolato, ricco di portali d’epoca e antiche costruzioni che hanno mantenuto intatto il loro fascino.

A Genoni è impossibile non approfittare dellla vicinanza alla Giara per ammirare la grazia dei minuscoli cavallini selvatici e l’intatta bellezza dell’ambiente naturale che li ospita. Obbligatoria è, quindi, la visita al Parco della Giara, dove l’amministrazione comunale ha investito quasi tre miliardi in un concreto intervento di valorizzazione turistico-ambientale di un territorio che è area protetta. Ha infatti recuperato due stabili in pietra realizzando un punto di ristoro e un maneggio che sono gestititi da una cooperativa giovanile. Un altro stabile, sempre in pietra, viene utilizzato come vero e proprio ambulatorio nel quale i veterinari controllano periodicamente lo stato di salute dei cavallini che pascolano in libertà nei 70 ettari de Sa Jara ‘e Impera. C’è anche la fedele riscostruzione de is Cuilis di antica memoria, come Cuili e Corte, Cuili Luxia, S’Atzaroni, Cuili Nicolau e Cuili Becciu.

Di particolare interesse in Genoni sono gli edifici di culto. La Chiesa di Santa Barbara, che è la chiesa parrocchiale, risale al secolo XVI, in pietra basaltica a vista, con strutture tardo gotiche. La Chiesa della Madonna del Sacro Cuore, costruita, secondo le più antiche cronache, verso gli anni 1630-38 presso i ruderi di una antica e piccola chiesa dedicata al Santo Sepolcro. Nel territorio anche i ruderi della chiesa di San Costantino e Sant’Elena, del 400 dopo Cristo, costruita sopra una fortezza punica.

Assumono forte rilievo nella cultura locale numerose feste. Fra aprile-maggio e metà settembre si svolge il tradizionale rodeo e la caratteristica Marchiatura dei cavallini della Giara. Le feste religiose più importanti sono: Sant’Antonio Abate (16/17 gennaio), Sant’Isidoro (15/16 maggio), Madonna del Sacro Cuore (30-31 maggio), San Costantino (4-5 agosto), Sant’Ignazio da Laconi (6 agosto) e Santa Barbara Vergine martire (4 dicembre). Per la festa di San’Antonio Abate si accendono i falò. Le altre feste si festeggiano con processioni religiose, traccas-carri a buoi, balli pubblici in piazza, gosos e altri canti sacri in sardo, gare poetiche, spettacoli folcloristici, musica tradizionale sarda, sfilata di costumi e/o di cavalieri ed ardia (prove di abilità equestre).