Isili panorama

Moderno centro della provincia di Nuoro, Isili si trova nell'alta colina del Sarcidano-Parte Valenza, a 523 metri sul livello del mare. Conta 3.193 abitanti ed occupa un territorio di 6.793 ettari. È situato in un paesaggio dolce, di ampie vallate, tipicamente coltivate a cereali, inclinate verso la Marmilla ad ovest e la Trexenta a sud. Ad ovest, all'imboccatura dello splendido canalone de "Is Borroccus" è stata innalzata una diga in calcestruzzo che forma un invaso artificiale: il lago di San Sebastiano, capace de contenere 12 milioni di mc. d'acqua per uso potabile al servizio di 51 Comuni del Sarcidano, della Marmilla, del Barigadu e della Brabasciana. Le due vallate sono separate da una montagna di origine vulcanica, Pranu Ollas. Le cime più elevate sono: Is Coromeddus (893 metri), Trempu (703 metri), Su Pitzu Mannu (702 metri), Pranu Ollas (697 metri) e Simudis (658 metri). Il territorio di Isili è caratterizzato da suggestive gole con alte pareti pressoché verticali. Il free-climbing attira numerosi appassionati, anche dall'estero.

Nel territorio di Isili si possono trovare numerose sorgenti di acqua. Le sorgente di cui ordinariamente si serve il paese sono quella di "Zaurrai", all'estremità dell'abitato, e l'altra distante circa 3 Km detta "la Friorosa", a cui si attribuiscono salubri emanazioni. Altre sorgenti spontanee sono: Funtana Manna, Crabilis, Is Pisanus e il fiume Mannu, che bagna molti comuni della Marmilla e della Trexenta, sfociando nello stagno di Cagliari.

La ambiente vegetale è quello tipico del Quercus Ilex: Sono diffusi i boschi di lecci e di roverelle e la macchia mediterranea. La fauna è quella comune agli ambienti di alta colina, ma è da segnalare la presenza della martora e, fatto forse unico, dell'aquila del Bonelli che da sempre nidifica sulle alte rupi de Is Borroccus.

L'attuale abitato si sviluppa su strade parallele, con andamento sud-ovest, partendo dal nucleo originario costruito sul ciglio del canalone scavato dal Rio Ordingianus. Le abitazioni del vecchio centro sono del tipo campidanese, ma senza lolla, con un cortile anteriore ed un orto nella parte posteriore; l'ingresso, specie nelle abitazioni dei contadini, è costituito da un amplio portale con un arco a tutto sesto.

Fra le piazze è stupenda quella antistante la chiesa di San Giuseppe Calasanzio: molto amplia quella dedicata al poeta-ramaio isilese Pietro Mura. In periferia i giardini ben curati ed il parco di Asùsa, con al centro un'interessante costruzione nuragica.

La costruzione più importante è il convento-collegio dei Padri Scolopi, in stile aragonese con annessa la chiesa dedicata a San Giuseppe Calasanzio. Edificato a partire del 1661, portò a Isili la scuola e un'attività di educazione che ha contribuito a dare al paese la sua tradizione di civiltà.


Le chiese d'Isili

La chiesa parrocchiale, dedicata a San Saturnino, martire sardo, di cui si celebra la festa il 30 Ottobre, è un rifacimento di precedenti costruzioni romanico-pisane. Risale, nella forma attuale, al secolo XVI. Nel suo interiore, pregevoli sono: l'altare maggiore, quello della Madonna del Rosario e quello del Crocifisso. Le statue di qualche pregio sono quelle della Madonna del Rosario, Sant'Isidoro, San Pietro d'Alcantara, N.S. del Sacro Cuore ed il Cuor di Gesú. Pur essendo la chiesa di dimensioni modeste (22,5 metri per 11,6) e senza particolare pitture, nella parrocchia si conservano numerose ed importanti reliquie, come quelle del S.S.mo legno della croce, della S. colonna alla quale fu legato N.S. nella flagellazione, della culla del salvatore, della veste della B.V., del mantello di San Giuseppe sposo, di tutti i Santi Apostoli, e tante altre, fra cui spicca una reliquia di San Francesco d'Assisi. Nel campanile di destra vi è una campana fusa nel 1595, che pesa sei quintali circa..

Nelle campagne resistono ancora, dopo secoli di abbandono, le chiese di San Rocco, Sant'Efisio Martire, Sant'Antonio di Padova, Santi Cosimo e Damiano, Santa Margherita, Santa Anastasia, San Cipriano, San Mauro, San Sebastiano, San Mauro, Sant'Antoni de Fadali e, su un tacco calcareo, in posizione molto elevata, circondata dall'acqua del lago in cui si rispecchia, quella di San Sebastiano. Di queste, soltanto quella di Sant'Antoni di Fadali, a 8 Km ad Est dell'abitato, quasi al confine con Villanovatulo, è stata recentemente ristrutturata, con l'assistenza della Soprintendenza ai beni culturali, e riconsegnandola al culto e stata messa a disposizione di tutti coloro che vogliono raccogliersi in preghiera.

All'interno del abitato esiste un edificio noto come chiesa di Sant'Antonio che, non essendo stato ultimato, non ha mai svolto le funzioni per cui si era intrapresa l'edificazione. La costruzione seicentesca, realizzata in arenaria, presenta una pianta basilicale (30,20 metri per 23,70). La copertura dell'intero edificio non fu mai realizzata e la struttura, restaurata, viene attualmente utilizzata per incontri culturali e teatrali all'aperto.


L'artigianato

Ad Isili tre attività spiccano su tutte le altre ed attirano l'attenzione dei visitatori: il rame battuto, l'intagliatura del legno e la tessitura. Chi viene a Isili resterà incantato osservando un oggetto di rame battuto, i cui motivi funzionali e ornamentali sono ottenuti con attenti e capaci colpi del martello del ramaio che nel silenzio della sua bottega evoca ricordi ormai lontanissimi nella nostra storia: l'osservatore è trasportato in un mondo lontano; si ha l'impressione di trovarsi in un ambiente zingaresco, di aver visto gli stessi oggetti in Andalusia, ed invece sono realizzazioni di isilesi che perpetuano un'attività una volta molto fiorente. La lavorazione dei metalli era praticata in tutta l'Isola, ma i laboratori più rinomati oggi sono i maestri ramai di Isili, che producono recipienti, bracieri, calderoni, mestoli e tegami. L'origine dei ramai sardi è zingaresca: i primi arrivarono in Sardegna del 1400 e vissero per secoli senza dimenticare un loro misterioso linguaggio che era per metà gergo professionale e per metà retaggio del loro girovagare.

Il visitatore non potrà che meravigliarsi davanti al lavoro silenzioso e attento dell'intagliatore, che con i suoi motivi rinnova e perpetua nel legno una realtà arcaica e pastorale che ormai non esiste più. I lavori realizzati dagli intagliatori del legno di Isili sono vere opere d'arte e si differenziano da altri similari sia per la cura, la perizia e la perfezione posta nell'esecuzione che per il rispetto dei motivi tradizionali, tratti non solo da antiche casse-panche, ma anche da tazze e gioielli dei nostri tempi lontani. Il visitatore rimarrà anche affascinato dai motivi geometrici, dai colori armoniosi, dalle stilizzazioni dei nostri tessuti: i tappeti, gli arazzi, le bisacce riproducono su un fondo bianco antiche forme di animali e di piante, oltre a figurazioni geometriche nei colori tenui ottenuti dalle erbe.

Precisamente, perché non cadano nell'oblio, il Comune ha allestito (agosto 2000) un Museo del Rame e del Tessuto che ricorda anche l'uso del gergo tipico dei ramai: sa Romanisca o Arbaresca.

I gioielli in filigrana, con il loro delicati arabeschi, completano le meraviglie di un artigianato artistico di alta qualità.


Le campagne

Le campagne di Isili offrono molte opportunità di interessanti escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo. Nel Parco Comunale di monte Simudis, ricco di florida vegetazione, si sosta in tranquillità e si può godere un vasto panorama che abbraccia oltre il Sarcidano, le Barbagie fino al Gennargentu. Seguendo la strada sulla sinistra si arriva, in mezz'ora circa, al tempio nuragico di Santa Vittoria di Serri. La strada di destra si inerpica sulla montana e porta a Trempu, 703 metri sul livello del mare. La salita è impegnativa ma la fatica viene compensata dalla lussureggiante vegetazione e dallo spettacolo naturale che si può godere. Ancora prima di arrivare alla cima, lo sguardo spazia sulla Giara di Gesturi, sulla Marmilla, sulla Trexenta ed il Campidano. Al calare della sera, uno spettacolo incantato: luci di diversa tonalità ed estensione, quasi fuochi fatui, meravigliano l'osservatore. I bagliori più lontani sono quelli di Cagliari.

Un'altra passeggiata è quella che si può attuare imboccando la strada bianca verso Serri. Il percorso porta al nuraghe Angusa e alle rovine di un villaggio romano. Proseguendo per circa un chilometro si arriva al nuraghe di "Pauli 'e Angoni" o "Nueddas", diventato famoso negli ultimi anni perché punto di riferimento per il Solstizio d'estate. Da questo sito, il 21 giugno si può osservare il sorgere del sole dietro "Nuraxi Longu" e il tramontare alle spalle de "Su Nuraxi de Is Paras". La scoperta di questo fenomeno, attuata dall'isilese Mauro Peppino Zedda, attira molti visitatori e studiosi.

(Fonti: Testi di: Isili: l'ambiente, la storia, le tradizioni di Giovanni Mura e di una ricerca scolastica svolta da Francesco Tronci, Melis Luca e Cocco Federico, studenti dell'allora classe Seconda C del Liceo Scientifico Statale "Pitagora", Isili. Foto: Giancarlo Deidda, Andrea Aracu, Peppino Boi, Sandro Ghiani).