Particolare del Castello Aymerich
Chiesa SS. Ambrogio e Ignazio

Laconi è collocato ad anfiteatro ai piedi del Sarcidano, all'altezza di 550 mt. sul livello del mare, è una località della Sardegna centro meridionale caratterizzata da un paesaggio naturale affascinante e insolito.
Alle porte della Barbagia, l'abitato è protetto, ad oriente ed a settentrione, dalle barriere calcaree di "S'Atza 'e Carradore" e di "S'Atza 'e ziu Chiccu"; verso il meridione permette di vedere le sottostanti regioni del Sarcidano e di Parte Valenza, mentre a occidente lo sguardo si perde verso l'Oristanese.

Con 2400 abitanti circa, Laconi è conosciuto anche come la "Perla del Sarcidano" per l'amenità del luogo, per la sua rara bellezza naturale, per il clima, per le cascate, per il verde del Parco, per i boschi che circondano il paese, e per i profumi dei fiori dei quali abbonda la campagna e che adornano giardini, finestre, balconi e poggioli dell'abitato.

Il paese è pieno di angoli, ancora ben conservati, che rimangono per sempre nella memoria di chi ci ha vissuto o l'ha visitato, come Funtana Figus, Funtana 'e cabones, Su procciu 'e Cresia, Su strintu 'e murrettos, le sue chiese: SS. Ambrogio e Ignazio, Sant'Antonio, San Daniele, San Giovanni. Ma ciò che ha reso e rende, soprattutto oggi, rinomata Laconi è il Parco Aymerich, le bellezze naturali, il clima e, in modo speciale essere stata la terra che ha dato i natali all'unico Santo Sardo salito agli onori degli altari con regolare processo canonico, Sant'Ignazio da Laconi, il santo della Sardegna, ed ora il Civico Museo Archeologico delle Statue Menhir.


Il Parco Aymerich


Il Parco si estende su una superficie di quasi 22 ettari, che si sviluppano sulle pendici dell'abitato fino all'altopiano di Pauli. Al suo interno si trovano le maestose rovine del Castello medioevale dei Signori del feudo di Laconi, nel quale si trova murata un epigrafe parziale che cita la presenza di una porta e una data; la sua traduzione è: "
RETNOVATA AI 14 LUGLIO 1053". Una ricca rete di sentieri che attraversa il bosco di lecci, incontra spesso sorgenti e laghetti, e consente di ammirare angoli alquanto suggestivi che nel tempo hanno reso famosa quest'oasi verde: la cascata Maggiore, un Cedro del Libano ultracentenario alto una ventina di metri, i meravigliosi pini di Corsica, platani, corbezzoli, nonché la collezione di piante esotiche e di pregio che si estende su una cospicua area del Parco, e le sorgenti e i corsi d'acqua, abbondante in tutte le stagioni, sono, tra gli altri, i principali punti d'interesse del Parco, creando una atmosfera di incredibile fascino e spettacoli insoliti per una regione come la Sardegna endemicamente arida.


Sant'Ignazio da Laconi

Nacque a Laconi il 18 dicembre 1701 un bambino di nome Francesco Ignazio Vincenzo Peis, che però fin dalla sua fanciullezza e prima giovinezza i compaesani chiamarono il "Santarello". All'età di 20 anni, nel 1721, entra come frate nell'Ordine dei Frati minori Cappuccini nel convento di Buoncamino di Cagliari. Tutta la sua vita fu una continua prova di umiltà e di penitenza, alla quale si aggiungevano l'innocenza dei costumi, la santa semplicità che primeggiava in tutte le sue azioni, la vita angelica e la continua ricerca della via della perfezione. Ancora in vita, la fama delle sue virtù e miracoli si diffuse in tutta l'isola ed anche in Continente. Il padre Eusebio Cirronis cita due attestazioni di contemporanei del Santo, che attestano la santità della sua vita. La prima è di un cappellano militare protestante, Fuos Joseph, del reggimento Royal Allemand che, nella sua Lettera Sesta, scrisse: "Noi godiamo qui una fortuna, la quale prova che la fede nei miracoli non è ancora estinta nella Chiesa . Noi vediamo cioè tutti i giorni attorno per la città un Santo vivente, il quale è un frate laico cappuccino, e si ha di già acquistato con parecchi miracoli la venerazione dei suoi compatrioti." La seconda attestazione è l'iscrizione che i suoi confratelli posero sulla tomba del Santo, quando morì nel 1781: "A Cristo Salvatore - Qui riposa - Acclamato e venerato per la santità della sua vita - FRA IGNAZIO DA LACONI - fratello laico - dell'Ordine dei CAPPUCCINI - insigne - per singolare bontà, umiltà e spirito di penitenza - Spirò lietamente l'11 maggio 1781 - a 80 anni di età - e a 60 di vita religiosa trascorsi - in somma austerità di vita tra i fratelli - e in generoso servizio a Dio." Fra Ignazio da Laconi fu beatificato il 16 giugno 1940 e canonizzato il 21 ottobre 1951.


Il Civico Museo Archeologico delle Statue-Menhir

È situato nel Palazzo Municipale e si estende al piano terra dell'area occidentale di questo interessante edificio, la cui opera è del 1857. Al suo interno trovano spazio rari reperti di straordinario interesse archeologico, frutto delle ricerche che il Dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Università di Cagliari conduce da oltre vent'anni nel territorio di Laconi, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per le province di Sassari e Nuoro. Il circuito espositivo consta di sette sale. Si annoverano oltre quaranta monoliti scolpiti nella trachite locale, alcuni dei quali di notevoli dimensioni, appartenenti a diverse tipologie: protoantropomorfi, antropomorfi asessuati e statue-menhir maschili e femminili. Le primitive e suggestive sculture offrono una preziosa testimonianza degli eroi e delle divinità delle genti che popolavano la Sardegna, e il territorio di Laconi in particolare, nell'età dei primi metalli: 3.400-2.700 avanti Cristo. È in questo periodo che cominciano a maturare le premesse ideologiche necessarie per sviluppare la successiva esaltante fioritura dell'architettura nuragica. Recentemente, la visita al Museo è stata arricchita con un moderno programma multimediale integrale.

(Fonti: Testi di Gino Camboni, padre Eusebio Cirronis, Dott. Giorgio Murru, prof. Enrico Atzeni, Comune di Laconi.)