Meana Sardo, con 2179 abitanti, si trova a 600 metri sul livello del mare, nella provincia di Nuoro, in una posizione di confine: l’abitato sorge infatti fra la Barbagia di Belvì e il Sarcidano, gode di una bella vista ed è molto ben esposto. Il terreno del comune è marcatamente segnato dal pascolo e dalla presenza dei ricoveri in pietra dei pastori (is pinnazzus), a conferma della grande tradizione di Meana come centro di allevamento. Angoli di grande fascino si possono comunque incontrare in prossimità delle sponde del Rio Araxisi e nei boschi comunali di Ortuabis e Su Melone.

Di notevole importanza nel territorio sono le numerose tracce d’insediamenti nuragici, romani e bizantini. Il nuraghe quadrilobato di Nolza è uno dei più importanti della Barbagia Mandrolisai. Nell’epoca nuragica Nolza era "la piccola capitale di un vasto cantone nuragico". Nelle vicinanze del paese ci sono numerosi nuraghi ben conservati, tra cui spicca il nuraghe di Maria Incantada. Sono diffusi nel territorio di Meana i resti di insediamenti di epoca romana e bizantina. Fra di essi, la fonte romana nella località di Polcilis; l’iscrizioni apotropaica romana di Funtana Maore, Genn ’e omos, Is Costones; le tombe romane di S’enna sa pira e Laldà.

Nel centro storico si trovano alcune case tradizionali in pietra scistosa, con decorazioni in stile aragonese, testimonianza della presenza nel paese di una scuola di "picapedras" locali molto attiva.

Di particolare interesse è la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, edificata nel secolo XVI su un impianto più antico di cui si hanno notizie nelle Ratio Decimarum Sardiniae del 1321. Gli elementi più notevoli sono il portale con delle colonnine scolpite, una finestra in stile gotico-aragonese e i bassorilievi d’arte popolaresca nella torre campanaria in stile pisano, riferibili al ciclo agrario e alla cultura contadina. A pochi chilometri dal paese troviamo la chiesetta campestre di San Lussorio.

Sagre e feste. Ormai da quasi vent’anni, nell’ultima domenica di giugno si svolge la Sagra del formaggio o Mostra Regionale del pecorino sardo. Fra i festeggiamenti religiosi, il 24 agosto si celebra la festa patronale di San Bartolomeo. Dal 7 all’11 di settembre è la festa di San Salvatore, che si svolge seguendo un ricco programma: feste in piazza, esibizioni di gruppi in costume, sfida fra i poeti e canzoni sarde. Durante le processioni della Settimana Santa vengono intonati is goccios, composizioni in dialetto che raccontano la vita di un santo o gli avvenimenti della Passione.