"Un paese di indubbio fascino, sia per le tradizioni che la gente ancora conserva, sia per la grande importanza dei reperti archeologici che frequentemente vengono alla luce, tali da aggiungere pagine di storia sulle popolazioni che abitarono il suo territorio. Il paese si trova nella zona di confine tra la Barbagia e il territorio occupato prima dai Punici e dai Romani, ma le sue genti, per mentalità, costumi e tenacia, sono più affini a quelle della Barbagia che del Campidano", così descrive Samugheo Dolores Turchi.

Il Comune di Samugheo, nella provincia de Oristano, con 3.682 abitanti, occupa un’estensione complessiva di 8.127 ettari. Il paese si trova a 375 metri sul livello del mare, su un altipiano trachitico. Il terreno del Comune è montuoso, anche se non ha altitudini particolarmente elevate. La zona si caratterizza per numerosi torrentelli, gole, dirupi e pareti rocciose a strapiombo lungo il Riu Araxisi.

Nel 1918, la Guida d’Italia descrisse cosi il territorio che circonda Samugheo e i paesi vicini: "Insieme assai selvaggio, con lunghe traversate di boschi e di luoghi deserti. Territorio ricco di caccia grossa... Da Allai, per mulattiera, si può andare tanto a Samugheo... quanto a Busachi. Da Atzara pittoresca escursione a cavallo a Samugheo." Nella vegetazione del luogo si trova il lentisco, il leccio, l’olivastro ed l’euforbia, notandosi la presenza anche di garofani selvatici. Nella fauna autoctona spiccano le volpi, le pernici, ghiandaie, cinghiali e persino l’aquila reale, anche se non in gran numero quest’ultima.

Numerose grotte si trovano sparse per tutto il territorio di Samugheo. Fra di esse, la grotta di Sa Conca ‘e su Cuaddu, nella valle del Riu Settilighe; la Grotta dell’Aquila, nel monte Sa Pala de is Fais; la Grotta dei Ragni e la Grotta del Bastone. Nella rupe sulla quale fu costruito il Castello di Medusa si trovano le cosiddette Grotta del Castello e La Finestra del Castello. Molto suggestivo è il " Buco della Chiave". Altre grotte nel territorio di Samugheo sono la Grotta del Dente, la grotta Conca ‘e su Bandinu e la grotta Su Stampu de Muscione Stunnu.

L’abitato, come definito nel sito Internet Samugheo... un mare di tradizioni, è "caratterizzato da tortuose stradine interne, presenta un’architettura intermedia tra pianura e montagna: ad ambienti sovrapposti con balcone al piano superiore tipici della Barbagia, si affiancano quelli del loggiato e corte Campidanesi e si inseriscono strutture sopraelevate con loggiato, risultato della commistione dei primi due".

Samugheo produce cereali, olio, bestiame, formaggio e vino. Ottimi i prodotti del caseificio locale e i vini della cantina sociale; nelle vicinanze si sfruttano una cava d’argilla e giacimenti di fluorite. Però, Samugheo è conosciuto in particolare per il notevole sviluppo del suo artigianato, in particolare la tessitura. Samugheo è uno dei maggiori, se non il maggiore, centri di produzione tessile artigiana ed è diventato pochi anni fa "distretto tessile" riconosciuto ufficialmente. I calcoli più recenti indicano che il 60 per cento della attività economica del paese gira intorno alla tessitura, i cui bei prodotti sono venduti non solo in tutta la Sardegna e la Penisola, ma anche al estero: USA e Germania soprattutto. Un evento particolarmente importante è la tradizionale Mostra dell' artigianato del centro di Sardegna, che si svolge ogni anno a Samugheo e che nell’anno 2000 arrivò alla sua 33ª edizione. La produzione tradizionale di ornamenti per la cassa nuziale è stata sostituita per la produzione di tappeti ed arazzi, copriletto, asciugamani, tende, cuscini, strisce e borse. Ancora si conservano i motivi decorativi tradizionali (geometrici, floreali, araldici, religiosi), anche se succede a volte che la composizione tradizionale sia sostituita da disegni più stilizzati e moderni, risultato della sperimentazione.

Oltre alla tessitura a Samugheo si svolge una notevole attività artigianale che mantiene vive le tradizioni tramandate dal passato, in particolare nel campo della ceramica, l’oreficeria, la lavorazione del sughero, del ferro, della pelle e del legno (le famose cassapanche).

Speciale menzione merita il Carnevale di Samugheo, con i suoi mamutzones e gli urtzus con gli omadores. Fra le maschere spicca il mamutzone, "con il volto annerito dal sughero bruciato, indossa sopra un abito di fustagno nero, una mastruca fatta con pelli di capra attorno alla quale è legata una cintura da cui pendono diverse file di campani e sul petto quattro grossi campanacci". Molto importante nei mamutzones di Samugheo è il copricapo, detto casiddu o moju, che lo differenziano da altre maschere simili di altri paesi.Al contrario, s’urtzu rappresenta la figura tragica del carnevale. "La maschera indossa la pelle intera di un caprone nero ed un grosso campanaccio fissato al collo con una catena." Si esibisce accompagnato dal suo guardiano, su omadore.

Le feste religiose più importanti sono quelle in onore di San Sebastiano, 19 e 20 gennaio, nella quale si accende su foccolone o falò, su cui viene issato un grosso ramo d’arancio carico di frutti. Il giorno 20, durante la messa solenne, sa missa manna, avviene il passaggio di consegne dalle vecchie alle nuove priorissas e massaias. In questi due giorni si possono ammirare in Samugheo i sontuosi costumi locali, di incomparabile raffinatezza ed eleganza. La festa di Sant’Isidoro, il protettore degli agricoltori, nella seconda domenica di maggio, con la sfilata di trattori (prima erano carri a buoi) ornati di pervinca e di fiori di stagione; nella processione, alcuni uomini a cavallo precedono la statua del santo che viene ancora portata su un arcaico carro a buoi a ruote piene, seguito dal sacerdote, dalle prioresse e da tutti i fedeli; vengono poi i trattori, alcuni dei quali trainano dei carrelli ove si rappresentano i momenti più significativi della vita dei campi, dalla raccolta del grano e quella dell’uva. Altri festeggiamenti sono la festa di San Costantino, il 7 di luglio, ed il primo settembre quella di San Basilio Magno.

(Fonti: testi di SAMUGHEO, di Dolores Tarchi; Guida dell’Entroterra Sardo, Istituto Geografico De Agostini; sito Internet Samugheo... un mare di tradizioni.)