Capoluogo naturale della omonima Barbagia, il Comune di Seulo, con 1.076 abitanti, occupa un territorio che si stende per 5.886 ettari. La altitudine media del territorio è di 797 metri sul livello del mare; la massima è di 1.334 metri e la minima di 293 metri. Appartiene alla provincia di Nuoro dal 1926, dopo aver fatto parte della provincia di Cagliari. L’abitato sorge sulla strada provinciale numero 8. Il territorio si può descrivere con le parole di A. Mori: "La pendenza del rilievo si addolcisce notevolmente o è interrotta da superfici quasi pianeggianti di varia estensione che sono favorevoli in genere all’insediamento umano, perché godono degli stesi vantaggi di quelli di pendio per quanto riguarda l’esposizione e la salubrità, ma hanno, a differenza di questi, il vantaggio di una minore pendenza e di un maggior spazio a disposizione per l’espansione dell’abitato". La superficie del paese è generalmente montuosa anche se nessuna delle sue alture è aspra e impervia. Nelle vicinanze dell’abitato, la cima più elevata è il monte Perdedu, situato a nord-est del paese. Alture meno elevate circondano il paese a nord e nord-ovest.

Il territorio si presenta ricco di grotte e anfratti naturali che assumono nomi fantasiosi quali Domus de Janas, Stampu Erdi, Sa Rutta de is Bituleris, Grutta ‘e su Longufresu, che presentano al loro interno magnifiche espressioni di naturale bellezza insita nelle enormi stalattiti e stalagmiti, che nelle Domus de Janas raggiungono livelli di eccelso splendore. Discorso a parte merita la grotta di Stampu Erdi che, con l’ingresso squadrato e volto stranamente a NE, si rivela fonte di notizie sulle consuetudini degli antichi abitatori del territorio.

Altri siti di straordinaria bellezza si trovano sparsi per tutto il territorio di Seulo, come Taccu ‘e Ticci, a sud-est dell’abitato, è un tacco di 860 metri da cui si gode uno splendido panorama su tutto il territorio circostante. Is Caddaiasa è una località di grande bellezza per i giochi d’acqua e per le sculture naturali prodotte per erosione dalle acque del Flumendosa. Sa Funtana ‘e Su Predi, sorgente dalle acque fini e freschissime che sgorga nel bellissimo bosco alle pendici del Monte Perdedu. Su Stampu ‘e su Turrunu, particolare fenomeno calcareo sul rio Su Longufresu, al confine col territorio di Sadali.

Nei boschi che circondano Seulo si trovano tre degli alberi monumentali censiti per il Corpo Forestale dello Stato in tutta la Sardegna. Un leccio nella località Sa Sedda ‘e S’Era alto 25 metri, con una circonferenza di 6,15 metri; un’altro leccio in località Taccu Sui, alto 20 metri e 4,8 metri di circonferenza, ed una fillirea (arridelu) o lillatro, nella località Forau Murgia, alto 12 metri e 2,8 metri di circonferenza.

La struttura urbanistica del paese è molto semplice e ben organizzata. La strada principale lo taglia, nella parte bassa, nel senso della lunghezza sulla provinciale che, a est, lo mette in comunicazione con Seui e Sadali e, a ovest, con Gadoni. Le altre strade corrono pressoché parallele ad essa. I vicoli che le raccordano sono invece molto irregolari. Alcune piazze abbastanza ampie, data la natura del terreno, formano oasi di verde all’interno del paese.

Fra gli edifici del paese, dal punto di vista storico, bisogna fare speciale menzione della Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, sita nel fondovalle del rio Medau, a circa un quarto d’ora di distanza del paese, edificata nel 1.500, probabilmente in epoca Pisana, e più volte rimaneggiata. Conserva ancora il bel portale e il rosone tardogotici  e i fregi dell’architrave. Le statue dei santi che sono all’interiore della chiesa risalgono anche esse a 600 anni circa.Ben visibili dal paese sorgono due nuraghi: Nuraxeddu e Nuraxi di Pauli.

Sorgenti ricche di ottima acqua abbondano nel territorio di Seulo; alcune lungo la strada principale: Funtana 'e gusinu, Gilianu Tolu, Trecas, Nardoa.

Il sottobosco è ricco delle essenze tipiche della macchia mediterranea, in particolare di corbezzolo (lioni); lentischio (moddissi), dalle cui bacche si traeva s’ollu stincu; fillirea (arridelu), erica comune (tuvara), scoparia (scova 'e Taccu); e ginepro (sinneburu). L’essenza più diffusa è però il cisto (murdegu). Ci sono altre essenze aromatiche come il mirto (murta), il timo (armidda) e il rosmarino (zippiri). Meno abbondanti sono altre piante medicinali come la smilace (titioni), la salvastrela (pimpirinella), la digitale (erba de idalisi) la malva (narbedda), e l’acetosella (limbassu axedu).

Nella campagna più vicina al paese abbondano i roveri, i castagni, i noci e i noccioli. Malgrado alcune specie sono scomparse, come i cervi, gli avvoltoi e gli sparvieri, ancora si possono trovare mufloni, aquile e lepri.

La festa più importante è quella in onore dei SS. Cosma e Damiano. Il giorno 27 di settembre si iniziano i festeggiamenti, che durano tre giorni e prevedono una processione religiosa, balli in piazza, musica tradizionale sarda e moderna, gare poetiche in lingua sarda, dispute in versi tipici della tradizione isolana.

(Fonte: Testi e foto tratti da Seulo - Guida al territorio, AT- Pro Loco di Seulo, Siro Vannelli)