Storico capoluogo del Mandrolisai, Sorgono, con 2.120 abitanti, si trova a 700 metri sul livello del mare alle pendici occidentali del Gennargentu. Situato quasi al centro geografico dell’Isola, è un attivo centro agricolo e di villeggiatura che conserva un’impronta di centro operoso, conscio del suo ruolo di "piccola capitale del Mandrolisai e della vicina Barbagia di Belvì. A Sorgono, fra le altre, si trovano la sede della Comunità Montana "Barbagia Madrolisai", l’U.S.L. n. 10, l’Ospedale civile, le scuole superiori e diversi altri uffici, cosí come la cantina sociale dove confluiscono le uve dalle quali nasce il vino DOC Mandrolisai. Tra le produzione importanti della zona citiamo quella del rinomato vino Cannonau e quella del sughero.

Formatosi in periodo medievale in un sito di sicura frequentazione romana, il territorio comunale, ricoperto per il 60% di boschi e ricchissime sorgenti, offre una numerossima testimonianza dell’antichità: i nuraghi si contano per decine insiemea tombe di giganti, domus de janas, menhirs protoantropomorfi e antropomorfi.

Nel centro storico del paese alcune case di epoca gotico-aragonese testimoniano l’importanza di Sorgono durante la dominazione spagnola. Infatti, nei secoli XIV e XV, Sorgono fu capoluogo della Curatoria del Mandrolisai, col privilegio di essere governata da autorità locali ("Signoria Utile"). Durante il periodo Sabaudo, nel 1800, divenne sede di una delle 13 provincie in cui fu divisa la Sardegna.

La chiesa parrocchiale, intitolata alla Vergine Assunta, è di stile tardo-gotico ed ancora conserva il campanile del 1580. All’interno, parecchie opere di valore artistico; fra queste, una tela del pittore cagliaritano Giovanni Marghinotti, morto nel 1865, e due croci del secolo XVI. Interessante è anche l’edificio seicentesco che si trova di fronte alla chiesa, un bell’esempio di edilizia civile tardo-gotica.

Ma l’edificio più interessante di tutto il territorio è certamente il Santuario campestre di San Muro, circondato da numerose cumbessias, piccole e rustiche costruzioni adibite all’alloggio dei pellegrini, novenanti e venditori, durante la festa in onore di San Mauro. Il santuario è stato edificato tra i secoli XVI e XVII ed è a navata unica. Secondo la tradizione popolare sorge nel centro geografico della Sardegna. Nella facciata dell’edificio spicca in particolare lo straordinario rosone, il più grande dell’Isola. Il portale è in stile classico, inquadrato da colonne con basamento decorato e capitelli.

I festeggiamenti religiosi. Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio, con la accensione di un grande falò notturno. Il 26 maggio l'animata festa campestre di San Mauro, una delle più importanti della zona, con rassegne folcloristiche e colorate bancarelle di prodotti artigianali. La festa patronale, della Vergine Assunta si festeggia il 15 agosto; oltre alla parte religiosa, si tengono manifestazioni folcloristiche, con l’esibizione di gruppi specializzati nei balli tipici.