ALL’AGNELLO SARDO IL MARCHIO "IPG" 

DELL’UNIONE EUROPEA


Dal 26 marzo 2001 l’agnello sardo assume la qualifica "Ipg", vuol dire: "Indicazione geografica d’origine". La qualifica d’indicazione protetta č stata concessa dall’Unione Europea. Lo stabilisce il regolamento 138/2001 della Ue. Si tratta di un avvenimento non di poco conto se si considera che sinora di carni freschei italiane figurava un solo tipo nel registro delle "Indicazioni geografiche protette" della Ue, vale a dire il vitellone bianco dell’Appennino centrale. La Francia ha 45 Ipg, il Portogallo 19, la Spagna 8 e l’Inghilterra 5. L’agnello sardo č quindi al riparo dalle contraffazioni; tanti agnelli di svariate provenienza, sono venduti in numerose macellerie della Penisola  come sardi.

La motivazione che accompagna il disciplinare sull’"Igp" parla di: "Agnelli allevati in un ambiente del tutto naturale, caratterizzato da ampi spazi esposti a forte insolazione, ai venti e al clima dell’isola, che risponde perfettamente alle esigenze tipiche della specie. L’allevamento avviene prevalentemente allo stato brado e gli agnelli sono nutriti con latte materno e integrazione pascolativa di alimenti naturali ed essenze spontanee peculiari dell’habitat caratteristico dell’isola".

Il riconoscimento della Commissione europea va ascritto a merito dell’Associazione nuorese produttori ovi-caprini che con le loro incessanti pressioni hanno messo in moto la Regione e tutto il settore dell’allevamento. Il prossimo passo č la qualifica "Dop" (Denominazione d’origine protetta) per l’agnello sardo.


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