LA BRIGATA "SASSARI" IN MISSIONE INTERNAZIONALE


Sono partiti per la Macedonia i primi effettivi del 152º Reggimento della Brigata Sassari che parteciperanno alla missione "Essential Harvest" (Raccolto esenziale). La sua destinazione è Skopje, per lavorare a Kumanavo e Petrovec. L’obiettivo della missione e quello di raccogliere e distruggere le armi cedute dai ribelli albanesi dell’Uck in Macedonia, una missione di pace ma non priva di pericoli per i 750 sardi della "Sassari". L’intervento della forza internazionale di pace (3,500 uomini di 12 paesi) arriva dopo l’accordo politico sottoscritto dal presidente macedone e dai rappresentanti dei maggiori partiti, compresi quelli albanesi, allo scopo di fare rispettare il cessate il fuoco. La missione non prevede azioni militari di combattimento, anche se non si può escludere un certo fattore di rischio, implicito in missioni di questo genere.

Tutti i participanti alla missione sono volontari, militari di professione (non ci sono soldati di leva) e veterani delle missioni nei Balcani. Il 152º Reggimento infatti e rientrato nel novembre 2000 dal Kosovo, dov’era stato impiegato fin dal 1999 proprio nelle operazioni di disarmo, nella ricerca di fosse comuni e nell’interposizione tra etnia albanese e serba. Inoltre, la Brigata Sassari ha una "vocazione balcanica" dalla sua costituzione, confermata poi durante la seconda guerra mondiale: dal 6 aprile del 1941 all'aprile del 1943 fu impiegata in Croazia e Bosnia Erzegovina. Questa vocazione è stata ribadita fin dal 1994 con le missioni in Bosnia e Albania. Da allora la presenza dei fanti meccanizzati sardi nei Balcani è stata constante.

Prima della partenza, i soldati della Sassari hanno ricevuto la visita del generale Rolando Mosca Moschini, capo dello Stato Maggiore della Difesa, nel cortile della caserma Gonzaga, non soltanto per un saluto ma sopratutto per un incoraggiamento ai Dimonios, che ancora una volta mettono a disposizione il loro patrimonio di umanità e professionalità in un’operazione Nato. "È una missione che ha dei rischi e non lo nascondiamo", dice il generale Mosca Moschini ai soldati schierati. "Voi siete preparati e siete consapevoli dell’attenzione che dovrete porre per il successo della missione. Buona fortuna e Forza Paris!", conclude il generale. Forza Paris!, rispondono in un unico urlo i soldati, eredi dei sassarini. E poi, sotto il cielo limpido della Sardegna, si alzano le voce dei soldati per cantare l’inno dei Dimonios: "Sighimos cuss’ormina onorende cudd’erenzia thatharina...".

Il sentimento di tutti i soldati in missione è stato riassunto da Gian Luca Murgia, cagliaritano, che ha detto:" Quando siamo in missione la nostra terra ci sembra lontanissima, ci manca molto. Allora per sconfiggere la nostalgia facciamo gruppo, ci riuniamo la sera a cantiamo a gran voce. Sarà  così anche stavolta, ma ai nostri amici e alle nostre fidanzate vogliamo dire di stare tranquilli. Torneremo presto."


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