IL MISTERO DEI MASCHI CENTENARI SARDI


Non si tratta soltanto che l’uomo più vecchio del mondo, certificato dall’organizzazione Guinness, è un sardo, Antonio Todde (112 anni), o  che la Sardegna sia la zona del mondo in cui è più alta la percentuale di persone che hanno superato il secolo. Si tratta di un’altra particolare "anomalia" della popolazione sarda: mentre nel resto del mondo si trova un centenario per ogni sei centenarie, in Sardegna la proporzione è di due a uno: un centenario per ogni due centenarie. Ci sono addirittura zone dell’Isola, come la zona montagnosa centrale, dalla Barbagia all’Ogliastra, in cui si raggiunge quasi la parità.

Il professore Luca Deiana, che dirige il Gruppo di ricerca sulla longevità "Akea" (acronimo di a kenta’annos) della Università di Cagliari (cattedra di biochimica clinica), ci spiega che in Sardegna: "Complessivamente, il numero di donne centenarie rispetto alla popolazione femminile non è più alto di quello che si trova, per esempio, nei paesi del nord Europa. È il rapporto diverso, più a favore degli uomini, che fa salire anche il dato complessivo dei centenari. La percentuale di maschi centenari in Sardegna è tripla rispetto a quella della Danimarca, per esempio. È lì che la Sardegna diventa diversa dal resto del mondo."

Il professore Ciriaco Carru, anche lui del Gruppo Akea, ci dice che la longevità maschile sarda "si può spiegare solo con una bassa mortalità maschile in questa regione dopo gli 80 anni. La provincia di Nuoro è l’unica zona italiana in cui dopo gli 85 anni la mortalità maschile è più bassa di quella femminile. Centenari ce ne sono dovunque, ma ciò che rende unica la popolazione sarda è la longevità maschile, finora inspiegabile". Per ora, è molto difficile spiegare l’anomalia sarda, quella che rende il maschio molto più longevo che altrove.

I lavori del gruppo Akea cominciarono nel 1997 e riuscirono a coinvolgere tutti gli uffici anagrafici dei 377 comuni che ci sono in Sardegna. "Scoprimmo così 222 centenari sardi, moltissimi rispetto ai circa quattromila centenari italiani" – aggiunge il professore Deiana. La ricerca comincia a dare qualche risposta interessante. Per esempio che "nel 96 percento dei casi i centenari appartengono a nuclei familiari in cui ci sono altri centenari" - spiega il professore Carru. "È vero anche che abbiamo trovato una bassissima percentuale di centenari nelle città. Si vive più a lungo nei centro sotto i tremila abitanti." Ma sono dati provvisori. Bisogna attendere ulteriori studi di tipo genetico e demografico. Per ora rimane senza soluzione il mistero della longevità dei maschi sardi. Abbiamo soltanto il dato certo e scientificamente rilevato. Ma non conosciamo la vera ragione.


Indietro